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Santa Domenica

Festa patronale di Santa Domenica 5-6-7 luglio 

La tradizione negli anni e soprattutto la devozione dei cittadini scorranesi hanno portato questa festa ad essere la più impotante del sud Salento. Gazie alla maestosità di strutture in legno arricchite di giochi luminosi (meglio note come luminarie) migliaia di persone arrivano nel nostro comune per ammirare queste centinaia di lampadine(ormai rimpiazzate da led) che creano giochi di luce dal forte impatto visivo. Piazza Vittorio Emanuele e le vie principali del paese vengono ricoperte da queste luminarie sin dal giorno della vigilia e cambiano la morfologia stessa del centro abitato. Durante il giorno della celebrazione (6 luglio), il culmine del rito religioso è rappresentato dalla processione della mattina che vede tutta la cittadinanza coinvolta. A conclusione della suddetta processione il rito di consegna delle chiavi da parte del sindaco alla Santa nei pressi della Porta Terra (meglio nota come arco di Santa Domenica). Una gara pirotecnica durante il pomeriggio fa da cornice ad un folto mercato di svariati prodotti che già dalle prime ore del mattino riempie piazza e vie pricipali.

Processione: in origine il rito prevedeva il passaggio della statua solo nelle vie del centro storico.Con l'ampliamento del paese e quindi con lo sviluppo di nuove vie il percorso è cambiato negli anni facendo passare anche dall'interno dell'ospedale la statua. Durante il rito la Santa viene fatta fermare vicno alle case dei devoti che per motivi di salute non possono partecipare. La conclusione della processione prevede l'arrivo del corteo nei pressi di Porta Terra dove il sindaco dopo un breve discorso di ringraziamento consegna le chiavi della città alla santa.

Fuochi d'artificio: nei giorni che precedono le celebrazioni e durante lo svolgersi di tutta la processione, quasi ad ogni incrocio di strade, la Santa viene osannata con l'esplosione di mortaretti e di vere e propie batterie di fuochi d'artificio. Durante il pomeriggio del 6 luglio viene spesso organizzata una gara pirotecnica che attira molti appasionati  provenienti da svariate zone del sud Italia. Nella serata sempre del 6 luglio vi è un grandioso spettacolo pirotecnico che da qualche anno a questa parte viene associato alla musica (giochi piromusicali). La ditta pirotecnica scorranese, appartenente alla famiglia Mega, da svariati anni contibuisce alla creazione di questo spettacolo che, alcune volte, è stato accompagnato da tristi incidenti.

Luminarie: altro caratteristico e importantissimo  aspetto dei festaggiamenti per Santa Domenica sono le luminarie. Archi, frontoni, gallerie e cassarmoniche ridisegnano la morfologia del paese arricchendo con giochi di luci e colori lo spettacolo offerto dalla loro magnificenza. Di lunga tradizione e di indiscusso successo le ditte scorranesi De Cagna, Mariano Light e Mariano Massimo producono questi "gioielli"  impiegando diversi scorranesi come manodopera. Partendo dalle candele e arrivando alle nuove tecnologie a led, usando delle strutture in legno resistenti anche alle intemperie meteorologiche, gli architetti poducono spettacolari disegni che di anno in anno richiamano migliaia di persone che godono questo spettacolo quasi unico al mondo e invidiato dai più.

Cenni storici sulla vita di Santa Domenica: Santa Domenica nacque nel 287 a Tropea in Calabria, figlia di Doroteo ed Arsenia. Fin dall'infanzia visse in un ambiente profondamente cristiano dove la vita quotidiana stessa era pregna della fede professata. Probabilmente la famiglia aveva una posizione agiata e di rilievo, se sembra che lo stesso imperatore si interessò alla questione che portò Doroteo, Arsenia e Domenica al giudizio. Questo potrebbe essere confermato anche dal fatto che ai genitori di Domenica venne risparmiata la vita, in cambio dell'esilio nella regione dell’Eufrate. Domenica, invece, fu sottoposta a numerose pressioni e angherie per indurla a rinnegare la sua fede cristiana. Non solo i vari tentativi risultarono vani, ma i prodigi operati dalla Santa portarono a conversione alcuni presenti. Condotta in Campania, fu processata e condannata al supplizio "ad leones", ma i leoni rimasero impassibili e divennero addirittura docili davanti alla santa, la pena fu così mutata nella decapitazione, che avvenne secondo lo storico Baronio il 6 luglio 303. Il culto della santa tropeana si diffuse nel sud Italia e in Oriente, perché i vescovi di Tropea, di rito greco, dipesero come giurisdizione ecclesiastica dal patriarcato di Costantinopoli. Le spoglie mortali della santa riposarono per molti anni a Vizzini, per essere poi traslati nella cattedrale di Tropea, città della quale è patrona.

 

                                               

 


   
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